Il ministro ha dato per l’ennesima volta dimostrazione della sua scarsa onestà intellettuale e della sua totale mancanza di qualsiasi rapporto con la realtà. Sentirlo parlare della condizione dei lavoratori, cianciare di finti precari, finti disoccupati e finti sindacalisti, sentirlo dare addosso a Santoro o Floris (colpevoli di guadagnare troppo… perché, lui?) fa venire il latte alle ginocchia. Lui farebbe fatica ad alzarsi dal letto, con lo stipendio che percepisce, magari per partecipare a qualche festino o per andare in giro a insultare chi lavora sul serio. Le (poche) riforme fatte sono state grottesche, le peggiori della storia della Repubblica e sono andate contro i diritti degli studenti, dei ricercatori e dei lavoratori. Questi personaggi che stanno portando lo Stato italiano al fallimento (nel senso più ampio del termine, non solo economico-finanziario) hanno perso ormai il senso del pudore, sono oltre il ridicolo. Si chiede chi gli sputerà addosso oggi. Ma forse non vale la pena nemmeno sprecare saliva o tempo per ominicchi del genere (e non alludo certo alla statura fisica, sarebbe troppo facile e poco elegante prendersela con lui per l’unica cosa della quale non ha colpa).
Abbiamo letto con sgomento le prime pagine dei quotidiani di destra privi di senso del ridicolo che se la prendevano con l’Islam e il multiculturalismo quando ormai era chiaro che a compiere l’attentato era un biondo fondamentalista cristiano. Abbiamo assistito increduli a servizi del Tg1 che davano la colpa della follia omicida di Breivik ai videogiochi, e unicamente a essi, tralasciando il piccolo particolare che le tesi da lui esposte nel suo “romanzo” di 1.500 sono simili in modo inquietante a quelle che si leggono ogni giorno su Libero e Il Giornale. Ora Feltri si spinge addirittura oltre, prendendosela direttamente con le vittime della strage. “Quei giovani incapaci di reagire”, gente pavida che non ha avuto il coraggio di gettarsi addosso al Rambo norvegese armato fino ai denti per cercare di fermare la strage. Come se fosse facile, presi totalmente alla sprovvista e disarmati, opporsi a una simile e così determinata furia distruttiva. “Alcuni di sicuro sarebbero stati abbattuti ma non tutti” (facile fare questo tipo di calcoli standosene comodamente seduti in un ufficio, con lo stipendio pagato dai contribuenti italiani). Secondo Littorio Feltri “ognuno ha pensato a salvare se stesso illudendosi di spuntarla”. Quest’uomo è senza vergogna, senza pudore. Vorrei vedere lui al posto delle povere vittime come si sarebbe comportato, o se avrebbe osato scrivere le stesse cose se a rimetterci la pelle fossero stati dei giovani del Pdl o della Lega. Ah, no, loro si sarebbero comportati da veri machi e avrebbero istantaneamente reso innocuo l’arsenale umano in questione, non come quelle vili pappemolli progressiste. Parafrasando Totò, “Ma ci faccia il piacere!”
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