1st Marzo 2011

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Come sicuramente Minzolini vi avrà detto (sono ironico), il decreto Milleproroghe contiene l’ennesima sanatoria nei confronti del cemento illegale che deturpa il territorio italiano (in questo caso campano, cioè della regione che più di tutte paga un prezzo alla follia dell’abusivismo). È incredibile la solerzia e la puntualità con le quali questo centrodestra paladino dell’illegalità diffusa non perde occasione per infilare nelle maglie di ogni provvedimento condoni di ogni tipo, o comunque provvedimenti atti a difendere chi non ha rispettato le regole (spesso penalizzando chi invece si è comportato correttamente). Purtroppo l’abusivismo edilizio condonato non ha solo danni estetici, ma molto concreti sulla vita delle persone. Il dissesto idrogeologico è tornato a mietere vittime proprio oggi in Calabria, dove una frana a Villa San Giuseppe nella periferia di Reggio Calabria, ha travolto oggi un’autovettura, uccidendo il conducente. Frane e allagamenti purtroppo stanno colpendo tutta la provincia reggina, e secondo il rapporto “Ecosistema Rischio 2010” stilato da Lega Ambiente tutti e 409 i comuni calabresi sono a rischio di frane e alluvioni. Secondo il rapporto in questione, il 42% presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 55% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali mettendo a rischio la salute e l’incolumità fisica dei lavoratori (oltre al rischio di sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e i terreni circostanti). Ma il dato più allarmante, e che fa capire fino a che punto ci si sia spinti, è quello relativo alle strutture sensibili come ospedali e scuole, edificate in zone a rischio nel 26% dei comuni.