L’Onu ha finalmente detto sì alla No fly zone, decidendo (un po’ in ritardo a dire il vero) che fosse ora che l’amichetto di Silvio smettesse di trucidare i suoi concittadini. Sono convinto che l’attacco ci sarà, non è possibile fare una No fly zone se non si azzerano tutte le postazioni antiaeree nemiche. Tutto quello che è accaduto in questi mesi (anni, anzi) ha del grottesco e insensato. Prima abbiamo accolto il feroce dittatore con tutti gli onori, concedendogli il baciamano e umiliando le nostre donne davanti a lui. Soprattutto, siamo (nettamente) il maggiore esportatore europeo di armamenti al regime di Gheddafi. Negli ultimi due anni abbiamo autorizzato l’invio di armamenti verso Tripoli per oltre 205 milioni di euro che ricoprono più di un terzo (il 34,5%) di tutte le autorizzazioni rilasciate dall’UE (circa 595 milioni di euro, contro i 143 della seconda in classifica, la Francia). E ora andiamo a combattere (perché comunque quantomeno le basi le forniremo, ma secondo alcune fonti dovremmo dare anche aerei per l’implementazione della No fly zone) quel dittatore che abbiamo noi stessi armato e foraggiato. Il bello è che c’è anche chi elogia la politica estera scaltra del governo, secondo la logica per la quale bisognerebbe aspettare di vedere chi vince e poi saltare sul carro del vincitore come se nulla fosse. Come se fosse davvero possibile mantenersi in posizione neutrale tra il macellaio e chi viene macellato, o fare equilibrismi improbabili. Ma, anche volendo fare i cinici e guardando solo alla propria stretta convenienza, questo tipo di politica estera spregiudicata può sembrare redditizia solo se non si tiene conto dell’epica figura di melma che fa il nostro Paese con un Frattini ministro degli Esteri che anche recentemente ha rilasciato dichiarazioni irripetibili. Inoltre, non prendere una posizione netta e immediata a favore del Bene, cioè dei poveri cristi che si ribellano al regime, sicuramente non ci fa rientrare nelle grazie di coloro che domani saranno chiamati a governare la Libia (perché ormai è chiaro che il dittatore, qualsiasi fine faccia, verrà destituito). E con i quali saremo chiamati a farci perdonare non solo il nostro passato da colonialisti, ma anche tutto il carico di armi fornito al folle tiranno per massacrare i suoi sudditi, e in generale la nostra vergognosa politica degli ultimi tempi. (fonte immagine)