13th Aprile 2011

Video

Si discute di processo breve. I nostri parlamentari sono, comprensibilmente, annoiati per l’argomento trito e ritrito, e allora si trastullano con i loro ultimi gingilli tecnologici. Magari proprio quegli stessi iPad che hanno ricevuto a spese dello Stato (o di Silvio “Babbo Natale” Berlusconi, è lo stesso) lo scorso Natale. Ce li mostrano un servizio del TG3 e le foto apparse sui maggiori quotidiani italiani. Deborah Bergamini del Pdl guarda su iPad la foto pubblicata sul sito del Corriere in cui è ritratto il deputato Antonio Martino (sempre del partito di plastica berlusconiano) mentre gioca a carte con l’iPad. Evviva la ricorsività. Gaetano Pecorella gioca al solitario di Windows, probabilmente pensando a un nuova versione del Lodo Alfano un po’ meno ridicola e anticostituzionale della precedente. Luciano Dussin della Lega consulta siti di orologi preziosi probabilmente da regalare a qualche parente grazie ai 15mila euro (più privilegi vari) che gli paghiamo di stipendio. Due deputate guardano, estasiate, una foto di Alemanno (preoccupante). Sabatino Aracu del Pdl si cimenta nell’epica impresa dei calci di rigore, che tante sofferenze (e qualche gioia) hanno regalato ai tifosi della Nazionale. Roberto Menia di Fli - segnalatosi in passato per aver utilizzato impropriamente una casa che sarebbe dovuta essere destianata come patrimonio collettivo, in quanto di proprietà di un onorevole esponente del suo partito - fa quasi tenerezza: giocare a Super Mario Bros a cinquant’anni suonati durante i lavori della Camera richiede una sindrome da Peter Pan, e una faccia tosta, notevole. Un po’ come Milanese, il braccio destro di Tremonti. Il quale, mentre l’economia va a rotoli, si diverte con l’ultima versione di Pro Evolution Soccer, accurata e impegnativa simulazione calcistica e gioco cult tra i ragazzini di tutto il mondo. Ecco cosa sono i nostri politici: dei ragazzini viziati dentro corpi da vecchi. Come i bambini pescati con le mani nel barattolo della marmellata, quando si accorgono di essere beccati da qualche obiettivo indiscreto tendono a nascondere il “corpo del reato”. Per carità, nulla contro i videogiochi (rispettabilissimo passatempo che pratico anch’io di tanto in tanto) e l’iPad, che può essere un utile strumento di lavoro che non va demonizzato. Vederlo usato per divertimento in luoghi impropri, in totale e aperto disprezzo dei cittadini e dei contribuenti, però fa incacchiare non poco. Ancora di più considerando i risultati (pressoché nulli) ottenuti dalla casta politica negli ultimi anni.