Berlusconi a Obama: “In Italia dittatura dei giudici di sinistra”. Barack, per favore lo manderesti a quel paese da parte nostra?
“«Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra». È quanto si coglie dal labiale di un colloquio tra il premier Berlusconi e il presidente Usa Obama, trasmesso dal circuito chiuso prima dell’inizio dei lavori di una sessione del G8.” Purtroppo non si ha modo di sapere quale sia la risposta dell‘“abbronzato”, come lo definì Silvio pensando di fare lo spiritoso, presidente statunitense. Dato però che nei Paesi civilizzati una cosa del genere non sarebbe nemmeno ipotizzabile, possiamo immaginare cosa gli sia passato per la testa. Dopo il cabaret allo stato puro andato in onda su Rai 1 ieri sera da Vespa, la promessa-minaccia di riformare la giustizia, intesa come magistratura, quindi come nemico, viene ribadita anche in sede internazionale. Eh già, è proprio a causa dellle istituzioni arcaiche e della divisione dei poteri che il governo non riesce a combinare niente di buono. Del resto uno in grado di sostenere che “il Presidente della Repubblica firma solo se una legge gli piace”, come se fosse determinante il suo gusto personale, è uno che di come si governa un Paese sa ben poco e al quale il concetto di democrazia è del tutto estraneo.