8th Giugno 2011

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“Per quel che riguarda i quesiti sull’acqua, se vinceranno i sì, sappiamo che per ammodernare gli impianti le tasse ai cittadini dovranno intervenire con cifre importanti per consentire di acquisire le risorse. Per quanto riguarda l’energia continueremo ad approvvigionarci all’estero e non riusciremo a diminuire il debito pubblico”. Questa la minaccia, neanche tanto velata, dell’avvocato berlusconiano. Quello che voleva convincerci che Ruby fosse la nipote di Mubarak, per intenderci. Viene da chiedersi perché, mentre un Paese come la Germania dismette le centrali e si propone di convertirsi alle rinnovabili, noi dovremmo importare energia dall’estero. Invece di ripristinare gli incentivi alle energie alternative, che questo governo, con la sua fissa per i tagli lineari, ha tolto. Per quanto riguarda l’acqua, ci si chiede perché, invece di fare una liberalizzazione forzata e all’italiana, non si possa seguire l’esempio di Vendola e dell’acquedotto pugliese, il più grande sistema idrico d’Europa che il leader di SeL sta risanando. Ottenendo i complimenti della Corte dei Conti e l’aumento del rating da parte di agenzia di solito non particolarmente benevole, come S&P, Moody’s e Fitch. Nel giro di pochi anni, l’acquedotto pugliese ha dimostrato come il pubblico può diventare efficiente, come si può gestire un bene vitale come l’acqua senza lucrarci sopra, facendo investimenti, statalizzando i servizi che erano stati esternalizzati dalle pessime gestioni precedenti (do you remember Fitto?) e riducendo nettamente le perdite (40 milioni di metri cubi recuperati). Tutto questo è possibile. Al Sud.

“Per quel che riguarda i quesiti sull’acqua, se vinceranno i sì, sappiamo che per ammodernare gli impianti le tasse ai cittadini dovranno intervenire con cifre importanti per consentire di acquisire le risorse. Per quanto riguarda l’energia continueremo ad approvvigionarci all’estero e non riusciremo a diminuire il debito pubblico”. Questa la minaccia, neanche tanto velata, dell’avvocato berlusconiano. Quello che voleva convincerci che Ruby fosse la nipote di Mubarak, per intenderci. Viene da chiedersi perché, mentre un Paese come la Germania dismette le centrali e si propone di convertirsi alle rinnovabili, noi dovremmo importare energia dall’estero. Invece di ripristinare gli incentivi alle energie alternative, che questo governo, con la sua fissa per i tagli lineari, ha tolto. Per quanto riguarda l’acqua, ci si chiede perché, invece di fare una liberalizzazione forzata e all’italiana, non si possa seguire l’esempio di Vendola e dell’acquedotto pugliese, il più grande sistema idrico d’Europa che il leader di SeL sta risanando. Ottenendo i complimenti della Corte dei Conti e l’aumento del rating da parte di agenzia di solito non particolarmente benevole, come S&P, Moody’s e Fitch. Nel giro di pochi anni, l’acquedotto pugliese ha dimostrato come il pubblico può diventare efficiente, come si può gestire un bene vitale come l’acqua senza lucrarci sopra, facendo investimenti, statalizzando i servizi che erano stati esternalizzati dalle pessime gestioni precedenti (do you remember Fitto?) e riducendo nettamente le perdite (40 milioni di metri cubi recuperati). Tutto questo è possibile. Al Sud.