26th Maggio 2011

Foto con 13 note

Berlusconi a Obama: “In Italia dittatura dei giudici di sinistra”. Barack, per favore lo manderesti a quel paese da parte nostra?
“«Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra». È quanto si coglie dal labiale di un colloquio tra il premier Berlusconi e il presidente Usa Obama, trasmesso dal circuito chiuso prima dell’inizio dei lavori di una sessione del G8.” Purtroppo non si ha modo di sapere quale sia la risposta dell‘“abbronzato”, come lo definì Silvio pensando di fare lo spiritoso, presidente statunitense. Dato però che nei Paesi civilizzati una cosa del genere non sarebbe nemmeno ipotizzabile, possiamo immaginare cosa gli sia passato per la testa. Dopo il cabaret allo stato puro andato in onda su Rai 1 ieri sera da Vespa, la promessa-minaccia di riformare la giustizia, intesa come magistratura, quindi come nemico, viene ribadita anche in sede internazionale. Eh già, è proprio a causa dellle istituzioni arcaiche e della divisione dei poteri che il governo non riesce a combinare niente di buono. Del resto uno in grado di sostenere che “il Presidente della Repubblica firma solo se una legge gli piace”, come se fosse determinante il suo gusto personale, è uno che di come si governa un Paese sa ben poco e al quale il concetto di democrazia è del tutto estraneo.

Berlusconi a Obama: “In Italia dittatura dei giudici di sinistra”. Barack, per favore lo manderesti a quel paese da parte nostra?

“«Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra». È quanto si coglie dal labiale di un colloquio tra il premier Berlusconi e il presidente Usa Obama, trasmesso dal circuito chiuso prima dell’inizio dei lavori di una sessione del G8.” Purtroppo non si ha modo di sapere quale sia la risposta dell‘“abbronzato”, come lo definì Silvio pensando di fare lo spiritoso, presidente statunitense. Dato però che nei Paesi civilizzati una cosa del genere non sarebbe nemmeno ipotizzabile, possiamo immaginare cosa gli sia passato per la testa. Dopo il cabaret allo stato puro andato in onda su Rai 1 ieri sera da Vespa, la promessa-minaccia di riformare la giustizia, intesa come magistratura, quindi come nemico, viene ribadita anche in sede internazionale. Eh già, è proprio a causa dellle istituzioni arcaiche e della divisione dei poteri che il governo non riesce a combinare niente di buono. Del resto uno in grado di sostenere che “il Presidente della Repubblica firma solo se una legge gli piace”, come se fosse determinante il suo gusto personale, è uno che di come si governa un Paese sa ben poco e al quale il concetto di democrazia è del tutto estraneo.

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16th Maggio 2011

Foto con 1 nota

Uno messo come Berlusconi è ancora in grado di governare l’Italia?
Piegare una scheda elettorale è un’operazione davvero semplice ed elementare. Soprattutto per un politico di alto livello, dovrebbe essere una bazeccola, il suo pane quotidiano. Non è così evidentemente per Silvio Berlusconi, che si è fatto pizzicare dai fotografi mentre introduceva nell’urna una scheda con i simboli elettorali ben visibili (in particolare quello della lista Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che ovviamente non ha votato). Teoricamente quella scheda, essendo palese a chi appartenga, andrebbe dichiarata nulla una volta aperti gli scatoloni, ma non è tanto qui il punto (anche se il non-annullamento resta un fatto grave… ma si sa, il rispetto delle regole in Italia ormai è un optional, specie se a subirne le conseguenze è un potente). Il presidente del seggio avrebbe dovuto quantomeno avvicinarglisi e dirgli qualcosa tipo: “Mi consenta, per favore rientri in cabina e pieghi correttamente la scheda, proprio come sta facendo quel vecchietto ultracentenario vicino a lei”. Umiliante, a dir poco. Si tratta di una gaffe, l’ennesima, sicuramente evitabile da parte di un personaggio che ormai da mesi sta dimostrando di star perdendo colpi e lucidità. Un uomo ricattabile che fa entrare a casa sua chiunque - escort, papponi, minorenni, gente sorpresa con la cocaina in auto - e che dichiara tutto e il contrario di tutto (senza pagarne le conseguenze perché poi i media, che giocano quasi tutti a suo favore, rigireranno la frittata a suo favore) non è evidentemente  più nelle condizioni psicofisiche e intellettuali di poter rivestire un ruolo tanto delicato e importante quale quello di Presidente del Consiglio italiano.

Uno messo come Berlusconi è ancora in grado di governare l’Italia?

Piegare una scheda elettorale è un’operazione davvero semplice ed elementare. Soprattutto per un politico di alto livello, dovrebbe essere una bazeccola, il suo pane quotidiano. Non è così evidentemente per Silvio Berlusconi, che si è fatto pizzicare dai fotografi mentre introduceva nell’urna una scheda con i simboli elettorali ben visibili (in particolare quello della lista Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che ovviamente non ha votato). Teoricamente quella scheda, essendo palese a chi appartenga, andrebbe dichiarata nulla una volta aperti gli scatoloni, ma non è tanto qui il punto (anche se il non-annullamento resta un fatto grave… ma si sa, il rispetto delle regole in Italia ormai è un optional, specie se a subirne le conseguenze è un potente). Il presidente del seggio avrebbe dovuto quantomeno avvicinarglisi e dirgli qualcosa tipo: “Mi consenta, per favore rientri in cabina e pieghi correttamente la scheda, proprio come sta facendo quel vecchietto ultracentenario vicino a lei”. Umiliante, a dir poco. Si tratta di una gaffe, l’ennesima, sicuramente evitabile da parte di un personaggio che ormai da mesi sta dimostrando di star perdendo colpi e lucidità. Un uomo ricattabile che fa entrare a casa sua chiunque - escort, papponi, minorenni, gente sorpresa con la cocaina in auto - e che dichiara tutto e il contrario di tutto (senza pagarne le conseguenze perché poi i media, che giocano quasi tutti a suo favore, rigireranno la frittata a suo favore) non è evidentemente  più nelle condizioni psicofisiche e intellettuali di poter rivestire un ruolo tanto delicato e importante quale quello di Presidente del Consiglio italiano.

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